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Ultimamente, soprattutto nelle mie sessioni private, è aumentato il numero di persone che lamenta difficoltà relazionali principalmente con il partner. Oppure persone che hanno difficoltà ad avere relazioni d’amore e che da anni sono sole e vorrebbero condividere la loro vita con qualcuno.

 

Viceversa uomini o donne che, assolutamente terrorizzati da una relazione traumatica precedente, decidono di non farsi più coinvolgere e travolgere dall’amore.

Per osservare da vicino questa situazione partirei dalla base: sai cosa vuol dire amare?

Non è detto che tu abbia le informazioni necessarie per accorgerti quando incontri l’amore e d’altro canto, forse non hai le informazioni necessarie nemmeno per renderti conto quando non è amore.

È come qualsiasi altra cosa nella vita: o la conosci o devi prima farne esperienza per capire cos’è. Frase tipica “quelli/e bravi/e non mi piacciono, mi attraggono solo quelli/e stronzi/e” (scusate il francesismo, ma sicuramente l’avrete sentito anche voi parecchie volte!)

Molti di noi sono stati cresciuti da genitori anaffettivi, assenti e incatenati da relazioni depotenzianti in cui vittima e carnefice continuano ad inseguirsi come cane e gatto senza capire il gioco perverso della situazione che si crea (anche loro figli di genitori troppo occupati a sopravvivere per impegnarsi ad esprimersi emozionalmente).

Molti di noi, in quest’epoca di apertura del cuore, hanno la possibilità di leggersi dentro, oltrepassare limiti e medicare spiritualmente ferite di questa vita, di altre vite e dell’albero genealogico.

Sappiate che, quando lavorate sui vostri traumi osservando la storia della vostra famiglia, diventate terapeuti anche delle generazioni passate e future. Siate orgogliosi di questo percorso di guarigione che è potentissimo e di primaria importanza per tutti!

Ma torniamo alla coppia. Dalla mamma impariamo ad essere amati e dal papà ad amare. Ovvio che nella situazione descritta sopra è quasi impossibile attingervi per capire cos’è l’amore e soprattutto in età infantile! Da qui nasce un’ignoranza emotiva che abbiamo la possibilità di colmare con lavori spirituali che permettono alla persona di percepire ciò che è una relazione sana e evoluta dove entrambi i partner si prendono cura l’uno dell’altra al di là di traumi, credenze e preconcetti sociali.

C’è da dire anche che in quest’epoca post new-age gli uomini e le donne stanno invertendo i ruoli; i primi diventando sempre più instabili e le donne sempre meno accoglienti.

Si sente sempre più spesso la frase “gli uomini non sono più come una volta” o “le donne non sono più come una volta” dimenticando che, per essere quello che sono hanno bisogno che il sesso opposto mostri le proprie peculiarità lasciando spazio all’espressione più naturale di entrambi i sessi. Questo non vuol dire tornare all’epoca dell’oppressione, bensì in una nuova epoca in cui il femminile e il maschile sono complementari e si sostengono in armonia , condivisione, crescita, confronto e amorevolezza.

Noi donne possiamo arricchirci tramite il maschile che ci insegna ad essere più concentrate e pragmatiche nei nostri obiettivi (togliendo il peso del criceto mentale che continua a girare nella ruota dei pipponi) e riusciamo ad aprirci alla sua protezione lasciandoci andare, abbandonandoci al suo sostegno (accettando la nostra fragilità).

Il maschile può arricchirsi e aprirsi alla bellezza, alla connessione con il mondo spirituale, alla creatività, all’amore, alla follia e lasciarsi finalmente andare uscendo dal controllo e dalle paure!

Le relazioni ci scuotono nel profondo tirando fuori blocchi come l’abbandono, tematiche genitoriali, sessuali, bisogno di conferme, abbandoni, tradimenti, ecc. e sono un confronto e uno specchio in cui osservare anche i nostri lati oscuri.

“Le relazioni NON sono un’oasi felice, ma il più impegnativo percorso verso sé stessi. Le relazioni servono a conoscersi e osservare ciò che vogliamo.

Le relazioni NON sono una fontana a cui attingere amore da assetati, piuttosto una piantina di cui curarsi ogni giorno con delicata costanza. L’amore è la voglia di stare insieme perché insieme la vita è più piacevole, non perché senza l’altro ci sentiamo vuoti, non un elemosinare amore per riempire spazi vuoti di paure e solitudine.”

Ci sono domande che dovresti porti in modo profondo se desideri entrare nel mondo delle relazioni evolute:

“Mi permetto di esprimere al meglio i miei lati femminile e maschile?”

“C’è equilibrio in me tra energia femminile e energia maschile?”

“Ho già sperimentato l’amore sano e costruttivo? Ne ho già avuto l’opportunità?”

“Nel mio albero genealogico si ripetono schemi di relazioni debilitanti?”

“C’è stato un momento nella mia vita in cui ho promesso di non farmi più ferire dall’amore rifiutando di innamorarmi nuovamente?”

“Riesco a sentire l’amore anche dalle relazioni precedenti? Provo ancora astio o disgusto per partner del mio passato?”

“Ho l’impressione di aver lasciato il cuore a qualcuno o da qualche parte?”

“Sono cosciente del fatto che le relazioni non siano un punto di arrivo, ma di partenza per l’approfondimento della propria conoscenza nel confronto tra me e il mio partner?”

Per gli uomini: “sono consapevole che la mia donna molto probabilmente non resterà così come l’ho conosciuta?”

Per la donna: “sono consapevole che il mio uomo molto probabilmente non esprimerà totalmente il potenziale che percepisco intuitivamente in lui?”

P.S. ho parlato di uomo e donna, ma ovviamente mi riferisco a ogni tipo di relazione d’amore.

Un consiglio che dò volentieri a chi mi chiede aiuto anche in questo ambito è di scrivere le  domande e le risposte su un quaderno, in modo da poterle rileggere in futuro e renderti conto della tua continua crescita personale.