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Cosa vi siete persi delle costellazioni quantiche del 19novembre 2020 e che voglio condividere con voi

 

Le relazioni come spazio di osservazione

Nella prima costellazione mettiamo in campo il ruolo di un uomo che è in stretta relazione con la persona costellata. Osserviamo insieme come si muove mettendola a confronto con l’energia dell’insegnamento che porta con sé. Questo insegnamento è connesso all’evoluzione di entrambi.

Si vede subito che l’uomo e la costellata si trovano in uno stato di confusione e blocco. Lui le chiede “che strada vuoi percorrere?”

La relazione sentimentale chiede di essere osservata in modo profondo senza scappare da ciò che provoca in noi. Chiede di essere guardata, percepita anche attraverso il corpo ed elaborata senza giudizio.

Del resto non puoi liberarti da un collegamento con una determinata persona se non accogliendo il messaggio e quindi l’insegnamento che la stessa porta nella tua vita. Scappare da qualcuno non significa togliere il collegamento con lui/lei. Finché una persona ti attiva significa che c’è ancora qualcosa da “prendere” per la propria evoluzione. Questo non vuol dire che è necessario restare con questa persona, ma è essenziale ascoltare il messaggio che vuole regalarci per andare oltre.

“Mantieni un focus stabile e potente. Rafforzalo con la tua determinazione”

Dove metti energia, lì c’è la tua crescita.

“Mi apro alla possibilità di accogliere tutti i doni che porti nella mia vita senza giudicarli e di elaborarli. Li prendo così come li porti.”

 

Dea, la micia di 19 anni: gli animali guida

Cara accuditrice, io giungo a te per accompagnarti nel tuo cammino verso l’autenticità. Ti osservo. Vedo che spesso ti mostri per ciò che non sei e non sfrutti le tue forze.

“Dimostrami che c’è altro. Fatti vedere per quello che sei. Spogliati di quella corazza che nasconde la tua paura. Dovresti provare a farti vedere come sei veramente. Non avere dubbi nel mostrarti. Fragilità e vulnerabilità fanno parte di te”

Abbiamo poi dato la possibilità alla costellata di dialogare con la sua amica gatta per sapere come sta perché l’accuditrice era preoccupata che si sentisse troppo sola. Lei risponde che è un po’ stanca, che non si sente sola, che ha bisogno di leggerezza e che è felice della sua vita.

Molto emozionante è stato il momento in cui la persona ha espresso il suo amore e la micia (attraverso l’interprete) ha sorriso e regalato queste parole:

“Tu non devi dare a me, devi dare a te. Sii fiera di te stessa, cammina a testa alta, orgogliosa di ciò che sei. Fatti vedere, non nasconderti, vai a conquistare il mondo”

Gli animali sono nella nostra vita come angeli custodi.

 

Paura dell’abbandono

Questa ferita provoca reazioni davvero molto dolorose. La prima persona per cui può far scattare questa paura è la nostra mamma. “Senza la mamma non c’è vita*” e se per una ragione o per l’altra ci viene tolta, dobbiamo fare i conti con un lutto estremamente doloroso. *La mamma è la prima fonte d’amore e quindi è la vita per noi. La prima persona da cui noi ci lasciamo amare, ci abbandoniamo con fiducia, ci affidiamo.

Metto in campo due energie: l’abbandono e Dio (inteso come universo, l’insieme delle anime, il sé superiore… vedi tu come lo vuoi chiamare)

Dio entra in campo con una potenza incredibile e si rivolge subito alla costellata con massimo entusiasmo:

“Che figata! spacchiamo il mondo! (inteso come “usciamo e facciamo di tutto e di più”)”

La persona costellata si mostra insicura e si copre il viso con la mano. L’energia di Dio reagisce:

“Togli la mano … sorridi … fatti vedere … esci! Spacca … tira fuori quel fuoco che hai dentro!”

La costellata congiunge le mani e lui prosegue il colloquio così:

“Perché preghi? Per cosa devi pregare? Vedo la tua luce straordinaria!”

Osserviamo l’energia dell’abbandono che non fa nessuna resistenza e non ha quasi energia.

L’energia di Dio considera l’abbandono e dice:

“questo è l’opposto di me, ma posso integrare questa energia. Se mi lasci spazio ti aiuto io. Fidati di me. Con me non sarai mai più sola”

Tutti noi proviamo solitudine quando pensiamo di essere qualcosa separato da tutto il resto, individui singoli, ma quando ti accorgi che sei collegato/a al tutto – come succede anche nelle costellazioni – inizia la consapevolezza che la solitudine è solo un giochetto dell’ego per bloccare la tua evoluzione. Nessuno è mai solo, nessuno è mai separato. Siamo tutti parte di Dio e siamo tutti Dio. Accorgiti di questa informazione che sapevi già e non aver paura della potenza che ne deriva. Sei Dio. Sei amore. Vivi.

“Smettila di pregare. Tira fuori quel fuoco che hai dentro!”

 

È stata una serata straordinaria … colma e stracolma d’amore. Io sono circondata da persone meravigliose e non potete immaginare lo stato di gratitudine e amore che provo quando mi connetto a voi e mi accordo della ricchezza che scambiamo ad ogni nostro incontro.
Grazie.
Insieme creiamo luce e amore … e siccome siamo tutti collegati … li facciamo circolare per il massimo bene di tutti.

Sonia