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Cosa vi siete persi delle costellazioni quantiche del 17 febbraio 2021 e che voglio condividere con voi

Paura di perdere qualcuno

La conosciamo tutti questa paura e capita che nella vita, per non perdere qualcuno, ci adattiamo o ci annulliamo credendo che questo serva per trattenere una persona a noi cara della quale diventiamo dipendenti.

Nella prima costellazione osserviamo queste emozioni dal punto di vista delle memorie contenute nel DNA con l’intenzione di attivare la leggerezza nel mostrarsi. Cosa significa? Dal momento che non abbiamo paura di essere abbandonati, feriti o ferire l’altro, possiamo esprimere le nostre emozioni anche a parole senza blocchi comunicativi. In questo modo abbiamo la possibilità di manifestare ciò che non ci piace, quello che invece ci fa godere e ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene.

La maggior parte di noi non è abituato a farlo perché sin da piccoli ci siamo dovuti adattare ai genitori, alla scuola, agli amici, al lavoro, ecc. Quanto peso dai al giudizio degli altri? Come reagisci? Quanto ti permetti di esprimere le tue necessità? Sai dire di no senza sentirti in colpa?

Per questi motivi spesso nelle nostre memorie sono contenuti traumi che si attivano quando abbiamo paura di non essere compresi, o ancora peggio, rifiutati. Questa è la nostra percezione e non vuol dire che per l’altro sia così. Oltre alla nostra esperienza sappiamo che nel DNA ci sono anche le memorie dei nostri antenati tramandate di generazione in generazione che possono trasformarsi in una sorta di “codice familiare” non scritto ma sottinteso.

In questa costellazioni siamo andati appunto a sciogliere quella che possiamo definire un’abitudine familiare che bloccava la libera espressione e la libertà in generale della persona costellata.

Il risultato finale è stata la nuova opportunità di mostrarsi in modo leggero, flessibile e fiducioso.

Basta pippe, superiamo i limiti che ci mostrano le nostre paure! Andiamo a riprenderci la nostra unica, vera e pura bellezza e mostriamola al mondo!

 

Paura di sbagliare

Ecco un’altra paura debilitante che ci blocca nelle scelte e che non ci permette di essere liberi.

La persona costellata ci porta ad osservare un’amicizia che si è interrotta senza un confronto. L’amica in questione si è allontanata mostrandosi fredda e lontana senza dare motivazioni.

Mettiamo in campo la paura di sbagliare e subito l’interprete di questa energia ci comunica in modo chiaro cosa sta accadendo. Quando le chiediamo che cosa ha bisogno dalla costellata lei risponde che ci sono cose da dire che non vengono espresse e questo crea rabbia. Fa inoltre notare che rinunciare a questo crea dolore e rancore. La persona costellata chiede chi deve dire queste cose e vuole sapere cosa deve dire… “Devo scusarmi?” L’energia le risponde in modo energico con questa domanda “Sei tu che devi chiedere scusa o devi ricevere le scuse?” e conclude con fermezza “sei tu che devi riceverle”.

Intanto l’altra forza in campo, il “lasciare andare”, aggiunge che vorrebbe esprimersi ma non lo fa, ma se ci riuscisse la costellata riconquisterebbe una parte di sé stessa.

A questo punto la paura di sbagliare mostra molta rabbia e ci dice quali parole sarebbe giusto pronunciare per sentirsi bene e sono semplicemente e esplicitamente queste “vaffanculo, cazzi tuoi”. E subito dopo parte una risata liberatoria Queste parole non vogliono essere una reazione di rabbia, ma un rilascio delle responsabilità. Se una persona si allontana, ci tratta male, ci nega il confronto o semplicemente sfugge da noi, dobbiamo osservare la nostra parte, l’attivazione che ci crea, e lasciare che l’altro individuo veda la propria. Quindi, se tu hai un problema con me e non ne vuoi parlare, ok! Io continuo il mio percorso e entro nella compassione con amore per il tuo blocco che mi stai mostrando. Che effetto mi fa? Se mi fa male vado a lavorare sulle mie sensazioni, ma non entro nelle responsabilità altrui e non prendo in modo personale il fatto che per ora non vuoi affrontare il discorso o non vuoi affrontare me. Ognuno deve guardarsi il suo pezzo.

Conclusioni: le persone a volte si allontanano da noi in reazione a qualcosa o qualcuno e lo fanno nei modi più svariati spesso non rispecchiando le nostre aspettative. Certo sarebbe meglio se ci fosse un confronto in modo che tutte le parti possano esprimere le emozioni e le parole per non lasciare niente in sospeso, ma non tutti ci riescono e il nostro compito è osservare ciò che ci smuove personalmente. Non sempre si può chiudere un cerchio e a volte ci sono questioni che restano in sospeso. Quanto riesci a stare in questa situazione? Quanto sei dipendente dalle spiegazioni e dalle risposte? Quanto riesci a fidarti del tuo sentire e lasciare andare queste persone al loro destino senza sensi di colpa? Sei in grado di provare compassione e amore anche verso chi si allontana da te in un modo che non ti soddisfa? Sei talmente severo con te stesso che pensi sia sempre colpa tua? Sei consapevole del fatto che a volte le persone si staccano semplicemente perché nella vostra relazione non c’è più il nutrimento che la teneva salda?

La vita è un continuo cambiamento ed è l’unica certezza e la sola coerenza.

 

Un uomo presente nella relazione

Un conto è avere una relazione e un altro è ESSERE nella relazione. Come ho scritto tempo fa in un articolo, quando si vuole iniziare una nuova relazione bisognerebbe chiedersi prima di tutto se si desidera evolvere o se si ha solo bisogno di un contatto umano. Non c’è niente di più potente, per la conoscenza e la crescita personale, di una relazione evoluta dove ci si può confrontare e osservare in modo reciproco … sempre che si abbia la volontà di mettersi in gioco 😉

Purtroppo il discorso sopra non vale per tutti i rapporti di coppia che spesso restano superficiali. Nella costellazione osserviamo che l’energia dell’amore che abbiamo messo in campo si mostra lontana e sciogliamo dei blocchi che si ripetono nell’albero genealogico. L’amore è stato confuso e staccato dal concetto di relazione sana creando nel tempo una modalità “malata” che non permetteva di costruire dei contatti d’amore evoluti. Chiede tempo, dice di avvicinarsi piano piano e vuole essere riconosciuta e reintegrato in modo sacro e delicato.

La frase che ci ha più colpito è stata quella che l’energia dell’amore ci ha regalato in modo delicato: “prima ci dev’essere la fine di qualcosa per rinascere come la Fenice”.

Per accogliere l’amore devi prima sapere cos’è e far cadere tutti i muri che hai costruito per non farlo entrare. Quando tutte le impalcature e le maschere crollano, ecco che si crea lo spazio per far fluire l’amore che stai aspettando da così tanto tempo.

“secondo una versione del mito, l’Araba Fenice dopo aver vissuto per 500 anni, prima di morire costruiva un nido sulla cima di una quercia o di una palma, accatastava piante balsamiche e si adagiava al sole, lasciando che quest’ultimo la bruciasse.

Dal cumulo di cenere emergeva poi una piccola larva che i raggi solari facevano crescere rapidamente fino a trasformarla nella nuova Fenice che nell’arco di tre giorni volava ad Eliopoli e si posava sopra l’albero sacro.

Del possibile legame tra la Fenice e l’essere umano, ne scrive Carl Gustav Jung nel suo libro “Simboli della trasformazione”, dove la capacità di risorgere dalla morte viene paragonata alla possibilità di rinascere dopo il fallimento. La Fenice è da sempre un simbolo di forza, si dice addirittura che le sue lacrime fossero curative e che avesse una grande resistenza fisica. Riuscendo poi a controllare il fuoco, essa diviene quasi indistruttibile.”
Tratto dal sito greenme.it

Siate amore e mostrate la vostra bellezza …

Sonia